Un dollaro d’onore, quando ti sembra che tutto scorra con le solite modalità western da doverosa sufficienza ma vieni confutato da gente come Carpenter e Tarantino che ti suggeriscono la bocciofila al posto delle attività di nicchia legate alla critica cinematografica condominiale

Scacco e poi Matto!

Un dollaro d’onore, quando ti sembra che tutto scorra con le solite modalità western da doverosa sufficienza ma vieni confutato da gente come Carpenter e Tarantino che ti suggeriscono la bocciofila al posto delle attività di nicchia legate alla critica cinematografica condominiale

Ottobre 18, 2020 western 0

Un film di Hawks da 140 minuti, l’americano Rio Bravo diventato “un dollaro d’onore”, una roba che nel 1959 dava modo agli spettatori anche di sposarsi e fare figli davanti allo schermo prima della parola fine. Due ore e venti minuti di bang bang e di personaggi schizofrenici destinati a diventare amici per sconfiggere il solito latifondista locale che con i suoi uomini spadroneggia in lungo e in largo alla barba delle regole morali e anche quelle del diritto civile. Quello che colpisce è un ruolo sempre centrale di Wayne ma paradossalmente secondario perché Dean Martin Dude recita così bene nella parte dell’ ubriaco sceriffo dalla mano tremolante come spalla di Jaohn G (appunto Wayne) che un anno dopo verrà insignito del miglior ruolo di azione con il riconoscimento Alloro d’oro. Poi colpisce il ruolo non tanto del giovane Colorado che diventerà un aiuto importante per i giustizieri locali ma del vecchio zoppicante Stumpy che nel film con il suo gracchiare e la sua lingua biforcuta non solo diverte e risveglia lo spettatore ma si mette in rilievo come interpretazione fulminante. Poi c’è la bella Feathers, Angie Dickinson insomma è con questi cinque che una intera squadra di fuorilegge viene randellato a colpi di arma da fuoco. Ovvio che la miserevole esistenza di tutti ritroverà un riscatto sociale che é quello che poi interessa al regista, ma meno ovvio che durante questa avventura interminabile si sia portati a pensare all’ amalgama eterogeneo che recita con grande equilibrio in un modo del tutto fluido e spotaneo dall’ inizio alla fine del film, senza la consueta patina d’oro filtrata dalle musichette e dalla filosofia Disney del vogliamoci tutti bene e siamo tutti felici che sempre riempe la parola fine. Certo che la parola FINE anche qui scorre improvvisamente senza avvisaglie come al solito da lasciare interdetti è un dovere del genere che va rigorosamente rispettato (altrimenti che western sarebbe?), ma mai e poi mai si è portati a pensare che questa roba qui, che si confonde con tante altre robe simili, in realtà non sia la solita roba qu da sei e mezzo di valutazione perché la fotografia non è la solita ammiccante che ammaglia con tutti i colori degli spazi aperti nel deserto, perché qui il paesello é torbido di suo e perché alla fine ci sono sempre morti e ammazzamenti vari che sono gli stessi per altri film di genere che parlano di morti e ammazzamenti vari. Ma qui la grande notizia che il critico condominiale ignorava é che il film ha lasciato una scia come miglior film di tutti i tempi. Ma come può essere? Carpenter nel corso della sua produzione cinematografica lo cita spesso nei suoi film e ha sempre sostenuto di trovarlo come una delle sue pellicole preferite di sempre. Poi come se non bastasse dopo il buono , il brutto e il cattivo di un certo Leone S, Tarantino afferma pubblicamente che UN DOLLARO D’ONORE sta al secondo posto tra le sue preferenze. Ok allora devi rassegnarti e dire, “ok forse non ci ho capito molto”. Ma sarebbe pessima autostima, di fatto hai colto intanto un Wayne che mette in risalto le straordinarie partecipazioni di chi ha vicino (cosa assoltamente inedita) e anche questo equilibrio generale che tiene in piedi con il cemento della bravura sciorinata dagli attori due ore e venti di film, cosa non facile da farsi. Insomma devi stare nel tuo elemento, quello della critica cinematografica condominiale senza sconfinare in campi dove qualcuno al TOP ne capisce davvero di cinema! Però la recitazione sopra le righe come performances l’hai notata e così scopri che Walter Brennan (Stumpy nel film) che recita la parte del vecchietto graffiante, ha preso nel corso della sua carriera ben tre premi oscar come attore non protagonista! Almeno una l’hai azzeccata eh!