Quel maledetto colpo al Rio Grande Express, regia di Burt Kennedy, anno 1973: John Wayne a caccia di oro, di bionde o solo di guai?

Scacco e poi Matto!

Quel maledetto colpo al Rio Grande Express, regia di Burt Kennedy, anno 1973: John Wayne a caccia di oro, di bionde o solo di guai?

Ottobre 4, 2020 western 0

Quando si parte per un viaggio si va altrove, in un posto che non conosci. E quando sei nel posto che non conosci non è detto che puoi riportare indietro la carcassa se stai andando a prendere nel deserto 500.000 dollari frutto di una rapina leggendaria, soprattutto se un gruppo di disperati soci del marito della signora rimasta vedova a cui hanno promesso 50.000 dollari di compenso dalla compagnia ferroviaria che è strata rapinata, ti alita sul collo per farti la pelle. Ma Wayne dai valori morali incorruttibili ha le idee chiare e insieme a un gruppo di assoldati amici da gestire in stile militare ha tutta l’intenzione di intascare il premio promesso alla giovane vedova, rimasta anche madre di un figlio da far studiare che sembra sinceramente intenzionata ad appoggiare Wayne e compagni nell’ impresa, anche fisicamente, visto che partirà insieme ai quattro protagonisti. Si respira il senso dell’ avventura e della conquista tipica dell’ epopea western americana in questo film di Burt Kennedy della durata di un ora e trentadue minuti (wow, finalmente tempistiche accettabili senza il rischio di un ricovero!), con tutte le aspettative al seguito che lo spettatore respira mentre i cinque avventurieri tentano di riportare a casa oro e ossa sotto l’attacco continuo di gaglioffi armati fino ai denti. La trama é segnata: sparatorie, scazzottate, uomini temprati e forza bruta, compresa la dinamite che alla fine risolverà non pochi problemi al drappello di affamati pionieri. Finale ironico come tutto il film che però toglie forza alla storia. Scopriamo che la ragazza anziché essere una brava donna di casa tutta dedita alla famiglia in realtà è un abile ingannatrice che é riuscita a prendere il treno insieme alla borsa piena di oro recuperata e che presumibiulmente non vedrà mai la compagnia…con i paladini della morale imbizzarriti a rincorrere il treno più che mai intenzionati a rapinarlo per riprendersi dallo smacco subito. Film divertente con le suggestioni tipiche del’ western, con musichette incalzanti e intonate agli stati d’animo dei protagonisti e colonne sonore naturali come quella tipica del vento del deserto che fa girare le pale di fatiscenti città impolverate e abbandonate. E poi c’è lei Ann Magret l’attrice nella parte superba della meretrice mascherata che ha sentito parlare dell’ oro dall’ uomo poi ucciso in un bordello mentre esercitava la professione più antica del mondo. Come al solito lo spettatore ha sempre qualcosa da ridire sui finali veloci e sbrigativi del genere e sulle trame inverosimili e così non si capisce bene anche la figura del commissario della compagnia che osserva da lontano tutti gli accadimenti senza mai intervenire se non alla fine per fare danni, notificando le ultime news ai generosi quatto uomini della spedizione che hanno appena rinunciato al loro compenso sui 50 mila dollari da dividere in favore della signora vedova con figlio da mantenere, però è indubbio che tutto il guazzabuglio risulta divertente e anche avvincente nelle sue sparatorie risolte con abili manovre a tenaglia da parte del gruppetto numericamente inferiore. Voto sei e mezzo per questo film del 1973 dove la figura femminile diventa letale e nevralgica per tutta la narrazione!