Quando la musica finisce inizia a sparare: per qualche dollaro in più metafora perfetta della società attuale

Scacco e poi Matto!

Quando la musica finisce inizia a sparare: per qualche dollaro in più metafora perfetta della società attuale

Ottobre 19, 2020 western 0

L’incipit di qualche dollaro in più , secondo film della trilogia Sergio Leone, viene spiegato ai corsi di scrittura creativa quando si accenna alle storie e su come dare mordente per un inizio con il botto. Ma prima della famosa scena che introduce le professioni dei priotagonisti secondo la consueta dicotomia buoni e cattivi, c’è una frase che recità più o meno come “i cacciatori di taglie compaiono quando c’è da guadagnare sui cattivi privi di valori morali” e diciamocelo nei nostri tempi moderni figuriamoci se non c’è qualcuno che ha poensato di lucrare anche con le famose mascherine. Quando si verificano i terremoti in genere la prima preoccupazione del politico scaltro é “come posso trasformare questa tragedia in opportunità?”, almeno in passato , magari andando a cercare episodi concreti dagli anni ottanta in poi. E quindi? Le iene vivono sulle carcasse dei morti, quelli penalizzati dalla selezione naturale. Per qualche dollaro in più quindi perfetta allegoria della sopravvivenza non dignitora per se stessi ma puramente a fini di lucro, in mondo governato dal denaro e non da Dio. Se l’incipit da un lato è dal punto di vista narrativo super perchè lascia aperte le ante all’ immaginazione, le famose musichette di Ennio hanno reso questo film del 1965 di oltre due ore immortale. I primi piani, i voli pindarici della telecamera in stile drone quando il drone non c’era, i sigari fumanti in sintonia con le smorfie dei protagonisti che sembrano abbracciare anche idee fumettistiche, tutto congiura per creare un amalgama vincente. Del resto il cast è stratosferico e con GMVolonté, Cliff e Clint come potrebbe essere altrimenti? Tutti a cacciare quindi l’indio lo psicpatico intelligente che con il suo famoso orologio carillon prepara un colpo alla banca di El paso, dove il Monco e il Colonello due spietati cacciatori di taglie presagiscono di intercettare la loro taglia da diecimila dollari di premio. Il resto è storia da vedere sul campo, ma si notano dei cambiamenti rispetto al capolavoro precedente dai risultati al botteghino inaspettati, come sfumature di thriller e genere autobiografico, dovuti a Sergio che temeva di non riuscire a eguagliare il risultato precedente. La leggenda narra che durante in una intervista a Luciano Vincenzoni, il titolo fu proposto a Leone dallo stesso Vincenzoni durante il loro incontro con la frase: «hai scritto per un pugno di dollari? Questo sarà per qualche dollaro in più. Molti milioni di dollari in più». Andando a curiosare in rete scopriamo che fu il più visto in Italia dell’intera stagione 1965-66, con un introito economico di tre miliardi e mezzo di lire dell’epoca. Per qualche dollaro in più detiene ad oggi il quinto posto nella classifica dei film italiani più visti di sempre con 14.543 161 spettatori [wikipedia]. Numeri impressionanti e devastanti quindi, da qui un otto di base come valutazione soggettiva sempre opinabile!