Per un pugno di dollari: quando il capolavoro nasce dal kaos. Primo scacco di Sergio Leone alla gloriosa triologia!

Scacco e poi Matto!

Per un pugno di dollari: quando il capolavoro nasce dal kaos. Primo scacco di Sergio Leone alla gloriosa triologia!

Ottobre 16, 2020 western 0


Filmone stracult di genere che lascia stereofatti! Lo strafalcione linguistico è voluto perché andare oltre le righe fa parte di una sceneggiatura che funziona compreso il finale dove Clint si toglie dei sassolini dalla scarpa indossando una poderosa armatura che dovrà catalizzare i colpi di un Gian Maria Volonté in forma stratosferica e che disgraziatamente si trova al cospetto dell’ americano nelle sembianze di Achille alla fine privo di confetti. E così la massima evangelica “quando un uomo con il fucile incontra uno con la pistola quello con la pistola é un uomo morto”, viene ribaltata lasciando all’ americano il sapore epico di una impresa ineguagliabile che a colpi di musichette famose che entrano sottopelle (firmate dal nostro grande recentemente scomparso Ennio Morricone) libera il paese da gentaglia e soprusi, letteralmente sia a destra che a sinistra (infatti per tutto il film vediamo l’americano tessere le sue tele stanziando al centro, nel bar del paese, da cui si gode una vista preferenziale. Non é prudente amico visitare luoghi sconosciuti che non si conoscono: Clint deve subire all’ inizio e stare al gioco dei gaglioffi che incontrerà sulla sua strada ma quando può sferra colpi vincenti al cerchio ma anche alla botte senza mai mostrare le sue vere intenzioni, che fin dall’ inizio sono palesemente chiare e cioé la volontà di sgomberare il campo alla giustizia e alle cose buone del mondo (ok Clint vuoi fare un salto nel nostro tempo?). E’ un western politico dove non vince solo il più furbo e il più scaltro, come sempre, ma anche colui che recitando nella parte del bastardo tradizionalista (nel senso che fregare il prossimo é l’unica via percorribile nel west e accopparlo anche) deve celare a tutti quel senso di umanità etico che muove tutte le azioni dell’ americano che si priva anche di tutti i soldi guadagnati per riunire una famiglia sotto ricatto deturpata dalla cattivaria locale a causa di passioni amorose non corrisposte. L’americano gioca d’astuzia fin dal principio. Prima chiede al proprietario del locale che lo ospita chi é il più debole tra due opponenti, poi si rivolge alla sua controparte come un arrotino che abita dalla parte opposta reclamando un lavoro da retribuire a peso d’oro. Poi va a cercare grane come pistolero con i caballeros che lo hanno bullizzato appena entrato in paese per mettersi in evidenza dagli sguardi della fazione opposta. Primi piani e musichette subdole diventate leggendarie scandiscono gesti rapidi e veloci di Clint che sbaglia solo una valutazione, non erano tre le bare richieste mentre andava in missione ma quattro! Baster lo sceriffo che è anche di famiglia non riesce a reagire allo scempio così si limita a lasciare libero l’americano che grazie ai mosrti seminati si fa assoldare come mercenario dal padre di Ramon, un Gian Maria Volonté che buca schermo e ionosfera. E’ un film che di default deve entrare nel mirino delle valutazioni a partire dall’ otto e che mostra una grande abilità da parte del regista nel montaggio ma anche nel modo in cui alla fine tutto torna, dalle musiche di accompagnamento ai colpi della trama (Ramon alleggerirà lo stato di un bel forziere d’oro, creando una situazione interna di tensione). Per un pugno di dollari è un film del 1964 da cento minuti, il primo della cosiddetta trilogia del dollaro, diretta da Sergio Leone e interpretata da Clint Eastwood, che comprende anche Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto, il cattivo (1966). Siamo di fronte a un EPIC WIN in tutti i sensi senza citare i numeri del film e i riconoscimenti conquistati da questo spaghetti western all’ italiana (1965 – Nastro d’argento, migliore colonna sonora a Ennio Morricone, candidatura – Migliore attore non protagonista a Gian Maria Volonté e 2008 Saturn Award candidatura miglior collezione DVD/Blu-ray). Questo otto ingeneroso deve essere proprio il punto di partenza di una indagine conoscitiva su come é nato questo capolavoro che deve essere portata a fondo. Consultando wikipedia ci accorgiamo che nessun lenzuolo nel web parlando di un wester ha una ampiezza così lunga. Spettacolare anche tutto l’intreccio di circostante e grane legali a supporto e anedoti che circolano a riguardo, come l’arrivo di un giovane Clint all’ aereporto snobbato dal regista scettico sulla sua effettiva presenza e con lo scagnozzo in accompagnamento costretto a somministrare una balla di rito per evitare subito un incidente diplomatico! Non solo si parla di sorpresa e di sconvolgimenti narrativi: Leone spiega questa turbolenza spiegando che la gente al cinema si annoia di fronte a situazioni troppo lineari e in effetti qui l’americano all’ inizio ma anche dopo non si sa che pesci vuole pigliare, rimane figura abbastanza misteriosa e interrogativa per lo spettatore. Ma alla fine dopo aver eliminato tutta la feccia se ne va dal paese senza soldi ma libero con il suo cavallo e la sua pistola.