L’ultima conquista del 1947, regia di Grant, cento minuti di dilemmi morali per un Wayne fuorilegge innamorato di belle ragazze ma anche di pistole che sparano

Scacco e poi Matto!

L’ultima conquista del 1947, regia di Grant, cento minuti di dilemmi morali per un Wayne fuorilegge innamorato di belle ragazze ma anche di pistole che sparano

Ottobre 5, 2020 western 0

L’ultima conquista (Angel and the Badman) è un film del 1947 diretto da James Edward Grant della durata di un ora e dieci minuti, prodotto dallo stesso attore protagonista John Wayne. James Edward Grant secondo wikipedia (Chicago, 2 luglio 1905 – Burbank, 19 febbraio 1966) è stato uno scrittore, sceneggiatore e regista statunitense. Autore di racconti brevi, ha collaborato al soggetto di più di 50 film tra il 1935 e il 1971. In questa storia Quirt Evans (Wayne) è un fuorilegge rimasto ferito in una sparatoria, che viene soccorso e ospitato da una famiglia di quaccheri, i Worth. Evans si innamora della figlia dei Worth, ma la voglia di tornare alla vita di prima e la decisione di vendicare la morte del padre, non viene accettata dalla rigorosa pacifica comunità protestante. E’ palese il tentativo di far meditare lo spettatore sulla dimensione morale in via di estinzione e in bilico in una società “gunfire” dove le pistole si fanno strada nel bene o nel male. L’ideale biblico del porgi l’altra guancia nella società della violenza non non si addice al selvaggio west e non raccoglie proseliti. L’eterna lotta tra bene e male viene riproposta con Wayne indeciso se vendicare la morte di suo padre e tornare al lavoro che sa fare meglio, quello di sparare o abdicare in favore dei sentimenti e della sua ultima conquista in una casa dove sembra di vivere a detta di molti “fuori dal mondo”. Il fascino del bianco e nero nelle pellicole graffiate dal tempo che non intaccano gli eterni sentimenti delle cose buone per salvare il mondo, insana utopia. Questo in una società religiosa di uomini onesti che sono privi di scrupoli, ma Wayne è un’ erba cattiva che non muore mai. Chi ci rimette é Gail Russel la giovane ragazza idealista che sogna l’amore dove in realtà sibilano veloci pallottole. Supponiamo che qualcuno ci dia una randellata in testa, quanti sarebbero disposti a fingere che non è mai arrivata e chi l’ha sferrata stendendoci a terra può farla franca per ideale quacchero e filosofia che impone un credo religioso dove la ritorsione è una mossa sbagliata? Western inguardabile (proprio come qualità di visione, sembra di vivere nel 1947 nella versione in Bianco e Nero) ma ricco di contenuti che tengono alta la valutazione: sei e mezzo ampiamente guadagnato per un film dai molti casini, come del resto la vita di una delle sue protagoniste, https://it.wikipedia.org/wiki/Gail_Russell