La ballata della città senza nome di J Logan, 1969, 158 minuti: un musical per raccontare l’era pioneristica dei cercatori d’oro.

Scacco e poi Matto!

La ballata della città senza nome di J Logan, 1969, 158 minuti: un musical per raccontare l’era pioneristica dei cercatori d’oro.

Ottobre 5, 2020 western 0

Non si spara in questo western atipico con lo studente attore Clint Eastwood in balia dello stratosferico veterano Lee Marvin, in compenso ci si sposa in tre con Jean Seberg che di certo ha argomenti per attirare l’attenzione. Un musicale ha delle regole sue, ha canzoni che raccontano storie travagliate che sanno di pioggia di vento e delle asolitudine della montagna dove l’ennesimo intrepido avventuriero si è spinto con la speranza di diventare ricco. Sembra mancare quindi il divertimento agli affezionati della GUNFIRE. Tuttavia le scazzottate non mancano, soprattutto tra i due soci citati che devono contendersi una bambolina mica da ridere e che trova un sicuro giaciglio dopo essere stata venduta per ottocento dollari da un marito Mormone bigamo. Da qui l’idea, se un uomo può avere due donne, perchè una donna non può sposarsi con due uomini? Soprattutto in una città senza nome dove le regole sono formulate quitidianamente per assicurare ordine e giustizia. La storia è semplici ma anche complicata a guardare oltre le righe. Un eccentrico vagabondo avvunturiero (Lee Marvin) inizia con il seppellire uno dei due fratelli precipitati da un dirupo ma l’evento scatena la nascita di una concessione mineraria, perchè la terra di mostra aurea regalando pagliuzze d’oro durante la sepoltura. A questo punto l’altro fratello sopravvissuto si ritrova socio alla pari con il padrone della concessione e dopo essersi rimesso si mette a fare da sostegno al veterano amante di whisky e belle donne. Ma l’unico problema è che ci sono decine e decine di cercatori d’oro nella città senza nome ma mancano bordelli. Così all’ improvviso le capanne diventano case corpose di legno e nascono saloon e case di prostituzione e servizi alla persona, con una città piena di baldracche e peccati che sembra non esaurire la sua vena aurea per i suoi intrepidi cittadini. Ovviamente la Seberg centralizza la narrazione, perchè i due soci si ritrovano emotivamente invischiati in storie di rispettosi affetti coniugali, ma è indubbio che come prima donna arrivata nella città senza nome, la Seberg manterrà sempre un certo magnetismo nel pilotare indirettamente gli eventi. Ma niente dura per sempre e quando la città sembra esplodere in un prolifico benessere ecco scarseggiare l’oro, che costringe il suo fondatore bislacco Lee Marvin a cercare soluzioni di sopravvivenza alternative, come scavare gallerie sotto la città per recuperare l’oro che cade dalle tasche degli abitanti nel mondo di sopra durante le normali attività commerciali. La cosa funziona ma a un certo punto la città piena di attrazioni, case e attività sociali implode su se stessa vittima delle cave sottostanti, costringendo tutti alla fuga e a un nuovo inizio alla Exalibur. Qundo si parte si va da qualche parte oppure da nessuna parte e in ogni caso nessuno sa dove sta andando e cosa incontrerà nel suo cammino. Di questo parlano le canzoni: di Dio che crea scenari bellissimi per supportare un figlio iniquo e fraudolento , di destini intrisi di vento e pioggia e di amori irrisolti come quello del trio che a un certo punto é costretto a dividersi per necessità contingenti. Film western atipico, privo di consueti cliché, ma poetico e divertente. Si ride in continuazione in questa sparata fatta non solo di ballate ma anche di stravaganti idee che spezzano le regole del quotidiano. Una fotografia fedele dell’ uomo del tempo dove non ci si uccide ma si convive per consumare vizi e profitti. Voto sei se non si entra nell’ ottica del musical. Sette se si ha la capacità di vedere quello che le parole insite nelle canzoni raccontano dentro la cornice della trama principale. In americano il titolo rimanda simbolicamente all’ idea del “costruisci il tuo destino”, paint your vagon per la precisione dove la lotta per la sopravvivenza nuda e cruda può essere alleviata con un senso di solidarietà e amicizia.