Dagli appennini alle Ande: come sprecare il vantaggio acquisito contro un giocatore quotato e perdere in poche

Scacco e poi Matto!

Dagli appennini alle Ande: come sprecare il vantaggio acquisito contro un giocatore quotato e perdere in poche

Ottobre 16, 2020 chess bad games 0

Continua la rubrica così in alto, così in basso: quella caratteristica in stile Hermes Trismegisto accentuata di più in alcuni giocatori di salire nell’ olimpo da memorabili GMC con vittorie eclatanti per ripricipitare subito dopo nelle oscure fenditure dei 3NC (terza nazionale condominiale dall’ elo basso non precisato). In questa partita vintage del 1993 la precisione ostentata in partita dal bianco è veramente scarsa, 39% mentre il nero con la sua novità teorica alla tredicesima mossa è andato incontro a delle potenziali sciagure non viste bene dal bianco (anche se non è vincente 14 Cxd5! avrebbe destabilizzato la posizione e gettato incertezza anche sulle convinzioni di vittoria del nero che come al solito sulla carta avendo elo top deve progredire sul tabellone a caccia di premi. Il nero invece ha giocato al settanta per cento come potenziale di accuratezza secondo le macchine, ma bello l’approccio strategico del signor Nurkic che lascia il re al centro per concentrarsi sull’ arrocco aversario. A questo punto chi doveva difendersi inizia ad attaccare e chi viceversa doveva sferrare colpi di ariete poi mancati per insicurezza e mancanza di convinzione si ritrova in una posizione che rischia il tracollo a difendersi, ovviamente l’aspetto psicologico dei due giocatori é molto importante e dopo la mia 14 Ac2? per il nero la strada é stata tutta in discesa, ma il bianco poteva creare un polveroso kaos tattico che avrebbe sicuramente reso la vita più difficile al suo avversario. E’ bello constatare come in assenza di un coach l’agonista continua nel tempo a giocare trascinandosi dietro le sue zone erronee, senza apportare miglioramenti nell’ approccio alla partita. Oggi come allora la tendenza é quella di ripetere sbagliati atteggiamenti mentali sulla scacchiera, da qui l’importanza per le giovani leve di lavorare sulle proprie partite accompagnati da una azione di coaching parallela assolutamente utile e indispensabile perché come insegnano i mental assistent, non puoi risolvere un problema allo stesso livello che li ha generati, serve una azione esterna oggettiva e imparziale. Non solo alcuni giocatori una volta compromessa la propria posizione non fanno nulla per cercare le mosse migliori e resistere, anzi scoraggiati non vedono l’ora che tutto finisca e in fretta!