Chisum del 1970: quando Wayne a fine carriera fa il botto con una interpretazione energica, 111 minuti sulla filosofia della pistola diretti da Andrew V. McLaglen

Scacco e poi Matto!

Chisum del 1970: quando Wayne a fine carriera fa il botto con una interpretazione energica, 111 minuti sulla filosofia della pistola diretti da Andrew V. McLaglen

Ottobre 14, 2020 western 0

La solita brodaglia western questo Chisum fatta di di pistole, bisonti, cavalli, mandrie, ladri, attacchi indiani, musichette scanzonate e personalità forti come il whisky? E la giustizia dove sta? E gli ideali della terra promessa sono stati mantenuti dopo l’esodo verso ovest per conquistare le terre e costruire imperiosi ranch come quello costruito dal signor Chisum che ha difeso con le unchie i suoi confini cone le unghie e con i denti? Ma cerchiamo di capire lo spirito dei tempi dove la giustizia era volatile e assicurata solo da iniziative personali non necessariamente imparziali. Chisum abita fuori da una dinamica cittadina in legno tipicamente di genere, con tanto di sallon, store, fabbri, signorine e anche antagonisti. Si perché il vicino di John Wayne é animato da imperialiste idee di conquista, per cui compra, vende, rivende, traffica in amicizie altolocate senza rispettare le scienze di diritto, cosa che il vecchio e saggio Chisum invece pratica quotidianamente con l’assiduità di un credente. Niente morti, niente vendette, facciamo valere le scienze di diritto. Ma a porgere l’altra guancia spesso si diventa guerci e Chisum alla fine deborda nelle sue convinzioni e sconfina dai suoi ideali quando dopo aver subito una miriade di furti di bestiame, deve necessariamente scontrarsi con il suo antagonista a Lincoln (paese) che cita persino gli scacchi per spiegare ai suoi scagnozzi che Chisum è un fesso uomo che rispetta le leggi, mentre al contrario lui le fa su misura per i profitti da mandare avanti. Certo la questione del conflitto non è centrale perchè intorno al film ruotano molte incertezze e sibilano nel vento del deserto molte turbolente domande: é questa Chisum la terra promessa che volevi? E’ qui che pensavi di coltivare i tuoi sogni? Certo che no perché ormai anche se le questioni con gli indiani sono risolte non mancano lotte intestinali con i centri del potere comprati dal miglior acquirente. E quando un giovane proveniente dai paesi vicini noto per il suo nome roboante che richiama quelli con la pistola che distendono gli animi, in tutti i sensi, insidia la sua giovane nipote, Chisum é in tensione non tanto perché l’erba cattiva cresce dentro i suoi recinti e la volpe é stata invitata alla sua tavola, ma perché nel giovane che lavora per lui, Chisum rivede se stesso quando il sangue gli ribolliva di pulsioni e sa bene che quel testa calda presto creerà un sacco di guai. Infatti quando l’antagonista di Chisum mette in atto una serie di “porcherie” (in italiano nel testo ndr) per marchiare il suo bestiame con il logo della controparte per simulare un furto e colpire i responsabili immaginari da mandare alla forca. scoppia il finimondo perché ci scappa un morto altisonante, perché il giovane piantagrane arrivato al ranch per vendicarsi della morte del suo tutore che ha tentato di riabilitarlo rimettendolo sulla retta via , ne accoppa diversi di malfattori tornando al suo naturale stato brado, provocando una guerra senza esclusioni di colpi, dove Chisum suo malgrado dovrà scendere in campo per spazzare via la parte cattiva di quella landa. Malgrado questa storia del 1970 che caratterizza il fine carriera di Wayne, sia di suo drammatica con un sacco di morti ammazzati, l’azione si inerpica scanzonata e allegra scandita dai classici bang bang delle pistole tuonanti ma anche delle solite musichette a volte trotterellanti. Anche qui l’unica regola che vale é quella del ne resterà solo uno in piedi, di candele accese non ce ne saranno più. Bellissima la fotografia, grande energia nella recitazione di Chisum, storie dentro le storie come quella della nipotina che sta cercando il grande amore ma che non può essere naturalmente quello farlocchio promesso dal giovane pistolero piantagrane dagli occhi così dolci, ma dal curriculum vitae così impetuoso. Poi ci sono i duelli dentro i duelli con sceriffi raccomandati al soldo del potente locale che dovrà vedersela con il giovane farlocchio Billy Kid a cui viene recapitata una taglia consistente. E’ stranamente un film che parla di sogni. Arriverà mai la pace di quell’ angolo di mondo? La gente potrà mai essere felice e rimanere stanziale in loco per mettere su famiglia o é costretta a caricare i bagagli sulla diligenza e fuggire verso un altro luogo senza leggi in balia del kaos e dei prepotenti? Chisum crede nella giustizia, prima o poi quel momento di serenità arriverà per tutti. Ma prima tutti i cattivi dovranno essere sterminati. Pellicola coinvolgente: voto sette anche perché la forza recitativa di Wayne, ormai temprato da quasi duecenti film di genere leggendari che lo hanno visto protagonista, non può passare inosservata. Si ha quasi l’impressione a fissare i fotogrammi iniziali e finali del film, quelli in cui Wayne corre verso una altura per vedere dall’ alto il suo mondo e meditare sulle conseguenze delle sue azioni, che quell’ uomo in realtà stia fissando tutta la sua luminosa carriera osservando quelle dolci colline prossime ad estinguersi per le logiche cronologiche della dissolvenza.